Day 2: "Budapest bagnata"

Il secondo ed ultimo giorno a Budapest inizia in tarda mattinata. La sveglia non é prima delle 9.30 visto che ieri sera abbiamo voluto fare un giro per dare un rapido sguardo alla vita notturna in città.
Il quartiere dell’antica Sinagoga si trasforma in un caratteristico punto di incontro per i più giovani. In particolare la zona Gozsdu Udvar é una incrocio di due vicoli semicoperti in cui ai lati ci sono solo locali serali. Difficile contarli tutti, ma saranno una quarantina almeno per cui la scelta é assolutamente ampia.
Il secondo punto di interesse è  lo “Szimpla”.
Difficile descriverlo: sembra di entrare in un piccolo scantinato affollato, ma proseguendo ci si accorge che il locale prosegue per un’ottantina di metri e che a metà circa diventa a cielo aperto, con un secondo piano che si affaccia sulla parte centrale. Una sorta di chiostro a due piani, buio, pieno di vegetazione, con i muri completamente scritti a pennarelli ed un arredamento totalmente casuale, con frigoriferi degli anni 60 che si alternano a piante rampicanti, narghilé e radio di un secolo fa. A tratti sembra un bazar orientale.

Ma torniamo a oggi. La prima tappa è la zona termale collocata al capo estremo del grosso viale Andrassy che la collega al centro. La zona inizia con la “Heros square” e prosegue con grande parco verso in cui si insinua un laghetto artificiale che funge anche da fossato per il “Vajadahunyad castle”.

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Il palazzo delle Terme non é niente di emozionante e sta iniziando pure a piovere. Meglio tornare verso casa.

Le vie commerciali del centro mi ricordano per modernità e colori chiari dei palazzi, quelle di Chicago, ma i numerosi negozietti di souvenir riportano alla realtà ungherese.

Prima della cena c’è ancora un po’ tempo per fare un salto a godersi il tramonto della città. Questa volta non optiamo per la zona del Castello Reale, ma per la collina della statua della libertà.
La vista -foto fatta col cellulare eh- é questa:

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É ora di salutare questo spettacolo, anche se non smetterei mai di fotografarlo.

Prima però di abbandonare definitivamente Budapest, ci concediamo una cena tipica: goulash, fegato d’oca con cipolle e pomodori ed un dolcetto di cioccolato e noci.
Diciamo una cucina non esattamente adatta al mese di agosto, ma non potevamo esimerci dall’assaggiarla.

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Ora nanna forzata che domani la sveglia é alle 6.00, direzione Bratislava.

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