Day 4: "Timisoara in rivolta"

Partenza alle 20.00 da Bratislava, arrivo nuovamente a Budapest alle 23.00, treno fino ad Arad con arrivo alle ore 5.00 ed arrivo finale a Timisoara alle 6.00 del mattino.
Il tutto condito da un gruppo di ragazze inglesi accanto a noi, con tosse e raffreddore come se fosse il 7 di Gennaio ed un paio di controlli passaporto che hanno bloccato il treno per un quarto d’ora circa, l’uno.
Un viaggio abbastanza stancante insomma.

Arriviamo al “Freeborn hostel” e veniamo accolti da Matt, il gestore. Un perfetto figlio dei fiori con barba lunga bionda, capelli lunghi biondi, occhialini tondeggianti e piedi scalzi.
Posiamo le borse e ci dirigiamo in città poiché le stanze non sono ancora pronte.

Timisoara si presenta come una piccola città in cui tolto il centro, non ha grande attravitá turistica, ma un paio di luoghi sono assolutamente da visitare.

Innanzi tutto la grande Cattedrale Ortodossa costruita nel 1936.

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Ed a seguire il museo sulla rivoluzione rumena del dicembre 1989, contro la dittatura comunista di Ceausescu.
Timisoara è infatti la città da cui é partita la rivoluzione.
Un documentario di 20 minuti ci racconta i 7 giorni di scontri, dal 16 al 22 dicembre, in cui la popolazione unendo le proprie forze é riuscita ribaltare il Governo.
La cosa più bella però é il signore anziano che ci illustra le restanti parti del museo: nonostante siano passati 25 anni, é ancora forte la passione con cui rivive quei momenti. Ci saluta augurando di fare tanti affari e di tornare a Timisoara con due valigette piene di soldi da donare al museo.
Speriamo!

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Nel pomeriggio gironzoliamo un po’ nella zona della Bega, il fiume che attraversa la città, trovando dei locali davvero caratteristici all’ombra di salici piangenti.

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La parte vecchia della città é invece un totale -e non é un iperbole- cantiere in vista della nomination a capitale europea della cultura per il 2021.

Per la cena troviamo un menù fisso a 5 euro a base di carne, polenta, uovo, cetrioli e cavoli.

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Timisoara non è di certo un polo di attrazione turistico europeo, ma la storia della rivoluzione ci ha toccato abbastanza ricordandoci che, come ci ha ribadito l’anziana guida, “la democrazia ha tante falle, ma é comunque meglio di qualsiasi regime totalitario”. Sembra scontato, ma sentirlo dire dopo aver visto le testimonianze dirette di un regime, acquista decisamente più valore.

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