Day 1&2: "ready to...bike"

Day 1
Io, Mark, due zaini, due bici, una tenda e circa 400 euro a testa. Un itinerario già prestabilito e l’adrenalina per una nuova vacanza, diversa da tutte quelle fatte in precedenza.

La prima tappa è tutta in treno, ma verrebbe già voglia di pedalare tra un vagone e l’altro. Siamo carichi!
Arriviamo nella caratteristica cittadina di Antibes dopo aver attraversato un bel pezzo della Costa Azzurra e circa 7 ore di viaggio. E’ già tardo pomeriggio e decidiamo di metterci subito alla ricerca di un campeggio dove passare la notte. Lo troviamo quasi subito. Posiamo i bagagli, ci facciamo una doccia rigenerante e torniamo nel centro cittadino per visitare un po’ questa tranquilla località turistica.
Carina, ma la nostra testa è già oltre: la voglia di mettersi a pedalare, di faticare, di buttarsi in un prato per riprendere un po’ di forze e soprattutto di arrivare nel clou del nostro viaggio, in Provenza, ci fa un po’ perdere di vista ciò che stiamo visitando nel presente. Poco male, dai, siamo solo impazienti!

Andiamo a dormire. Gli accessori che ci siamo portati dietro, sono veramente lo stretto indispensabile. Nessuno dei due ha un materassino e io non ho nemmeno un sacco a pelo, nè una coperta. Dormo letteralmente per terra, ma tutto sommato dormo bene. Sarà il fascino dell’avventuro o l’adrenalina del viaggio, ma quella tenda senza nemmeno una comodità, mi sembra la casa più bella del mondo in questo momento.

Day 2
Finalmente si parte!
La prossima tappa è Saint-Raphael, distante un cinquantina di chilometri.
La prima parte di viaggio è davvero piacevole. C’è una brezza mattutina che attutisce ogni sforzo e le strade sono pianeggianti e fiancheggiate da piste ciclabili. In men che non si dica siamo già sulla Croisette di Cannes.
Leghiamo le bici ad un palo e iniziamo a gironzolare un po’ per l’elegantissima cittadina. Rimaniamo abbastanza esterrefatti dallo sfarzo e dall’ostentazione di ricchezza che si percepisce in questa località. Noi, vestiti da ciclisti della domenica, con zaino gigante in spalla, tenda, sudati e spettinati, diamo un tocco di vivacità a questo clima troppo impostato :)

Ripartiamo. Attraversiamo senza troppo difficoltà il Golfo de la Napoule e giungiamo nella più accessibile ed umile Thèoule-sur-mer. Decidiamo che è un posto ideale per pranzare.
Troviamo un elegantissimo ristorantino con dehor a picco sul mare e ci abbuffiamo di pesce fresco e vino bianco francese di ottima qualità. Scherzo. Entriamo nel primo mini-market che troviamo, compriamo una baguette a testa, un po’ di formaggio, due pesche e dell’acqua, poi cerchiamo una panchina con vista mare e ci godiamo il nostro pranzo! Fantastique!

Dopo nemmeno mezz’ora di sosta, riprendiamo la pedalata. La strada inizia a salire e a diventare tortuosa. Sembra quasi di essere in montagna, invece ci stiamo inerpicando su alti promontori a picco sulla costa. Uno spettacolo davvero degno, ancor di più perchè per godercelo ci è costata veramente una bella fatica.
Raggiungiamo quello che sembra il punto più alto della zona: un panorama mozzafiato, in cui qualche lungimirante ha voluto costruirsi un bel ristorantino. Avendo noi finito le scorte d’acqua, decido di entrare per comprare un paio di bottiglie e travasarle nelle nostre borracce. Chiedo una bottiglia grossa naturale e mezza frizzante: “neuf euro, s’il vous plait“. Ha detto NOVE euro?? Si, ha detto così. La stessa cifra che abbiamo speso in due per il pranzo. Regola numero 1 in Francia: mai comprare bottiglie d’acqua se non al supermercato e possibilmente non di marca. Lezione imparata.

Ripresi da questo shock economico, iniziamo un breve pezzo di discesa che ci permette di godere il paesaggio senza faticare troppo.
E’ veramente uno spettacolo! Rocce rosse che si tuffano senza troppi complimenti in un acqua cristallina incorniciati da un cielo limpido ed allegro.
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Iniziamo a vedere nuovi segni di civiltà dopo aver percorso almeno un’oretta e mezza in posti semi-desertici ed intravediamo pure qualche cartello di Saint-Raphael. Meno male perchè il caldo e le salite iniziano a sentirsi sulle gambe.
Troviamo quasi subito il centro informazioni e Mark entra per chiedere in che zona si possono trovare dei campeggi. Scopriamo che a Saint-Raphael non ci sono campeggi e che bisogna tornare indietro di 3-4 Km per trovarne alcuni. La guida turistica ci disegna un cerchio sulla nostra bella cartina geografica, indicando la zona da raggiungere e ci saluta sorridente.
Saliamo in sella e torniamo esattamente dalla direzione in cui siamo venuti. Svoltiamo dove ci ha indicato di svoltare e iniziamo la ricerca della nostra tana. Manco l’ombra. Chiediamo anche informazioni ad abitanti del posto, ma sembra proprio che questa non sia la zona dei campeggi.
L’unica scelta che abbiamo è tornare a Saint-Raphael e chiedere di nuovo informazioni più dettagliate all’ufficio turistico. La stanchezza nel frattempo diventa sempre più pesante. Siamo partiti questa mattina alle 8.00 ed è quasi 9 ore che siamo in sella.
Scopriamo che la sorridente ragazza dell’info-point ci aveva indicato un posto sbagliato, almeno 2 km prima a quello in cui saremmo dovuti andare. Ma daaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiii!

Ripercorriamo per la quarta volta ormai la stessa strada e ci allontaniamo per quasi 7 km dal centro abitato. Come un miraggio intravediamo un cartello con scritto camping! Fortuna vuole che sia arroccato su una collinetta e che per raggiungerlo si debba pedalare ancora un po’ in salita.
Finalmente possiamo montare la nostra “2seconds” e toglierci dalle spalle i 15kg di zaini.
Sono ormai le 18.00 di sera e l’unica cosa che possiamo fare con le poche energie rimaste è rilassarsi in spiaggia, godendosi il tramonto.
Dopo quattro secondi io mi addormento beatamente sul bagnasciuga, mentre Mark sguazza nell’acqua.

Come prima giornata è stata davvero tosta. Il caldo della Costa Azzura a Luglio, le salite costiere, il campeggio che non si trovava. Quant’è bello però viaggiare in bici?

Il viaggio continua: “Day 3&4: il cuore provenzale”

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