Day 9&10: "allo stato brado"

Lasciamo Arles con i suoi colori e la sua vivacità e ci dirigiamo verso la selvaggia Camargue.
Non sappiamo esattamente cosa ci aspetti. Caldo, tori, cavalli, paludi?
La curiosità ci dà la forza di pedalare ed il fatto che il percorso sia tutto pianeggiante, rende la tratta abbastanza agevole.

Appena usciti da Arles il paesaggio cambia subito e nel giro di pochi chilometri ci troviamo immersi in strade che a loro volta sono immerse in canneti che non danno la possibilità di guardare al di là di essi.
Maciniamo abbastanza facilmente l’asfalto sotto di noi e  dopo più di un’ora di pedalata i canneti iniziano a diradarsi per lasciare spazio ad immense praterie in cui tori e cavalli possono girovagare allo stato brado delimitati di tanto in tanto da un esile filo spinato che sembra però voler più tenere lontani gli essere umani da quella natura incontaminata, piuttosto che fungere da recinzione per gli animali.

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Proseguiamo fino alla capitale della Camargue: Saintes-Maries-de-la-Mer, il punto più a sud-ovest della zona.
E’ una piccola cittadine costiera, fatta di casette bianche, negozi e una Chiesa che sembra il fulcro della città.
Troviamo un mini-market per comprare il nostro pranzo e cerchiamo una panchina che ci proponga un panorama adatto al nostro momento di relax.

La cittadina è piccola, ma graziosa. Le vie del centro sono gremite di turisti e bancarelle, ma appena fuori dalle vie principali la calma ed il silenzio fanno da padrone.
Ci piace la Camargue. E’ uno spicchio di natura incontaminata a pochi chilometri dalle città provenzali. I canneti si alternano continuamente a lagune salate e praterie in cui gli animali possono scorrazzare liberamente. Le spiagge sono piccole insenature irregolari che sembrano mutare ad ogni marea e non c’è intenzione, fortunatamente, di imbrigliare questi cambiamenti.

C’è solo un modo per riuscirsi a godere ancora di più la bellezza di questo posto: osservarlo mentre sorge il sole.
Nel tardo pomeriggio, quindi, ci avviamo verso l’unico campeggio della zona, piantiamo le tende, compriamo la cena e mangiamo con vista mare. Verso le 8 di sera siamo quasi pronti per andare a dormire. La sveglia è puntata alla 5 della mattina dopo.

Ci svegliamo che è ancora buoi pesto. Perfetto. Chiudiamo la nostra tenda, prepariamo gli zaini e torniamo in sella. Non abbiamo idea di preciso sulla strada che faremo, poichè sulla cartina è segnato un passaggio tratteggiato che costeggia il mare, ma non è ben chiaro se sia una strada percorribile in bici o se troveremo impedimenti. Poco importa.
Iniziamo a pedalare dirigendoci ad est.
Il chiarore del sole inizia ad illuminarci la via e ci rendiamo conto che la fatica di svegliarsi alle 5 di mattina, valeva assolutamente il prezzo del biglietto.
Il mare piatto sulla destra, una piccola strada sterrata davanti a noi, le lagune sulla sinistra e i colori dell’alba a fare da contorno. Un incanto.

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Proseguiamo sulla strada sterrata fino a giungere ad un faro. Ci fermiamo una decina di minuti per goderci il paesaggio e scopriamo quasi per caso che cento metri più in là si era appena fermato uno stormo di fenicotteri rosa. Mancavano solo loro a rendere il paesaggio ancora più idilliaco.

Siamo ormai ad un paio d’ore di distanza del campeggio ed ancora non abbiamo la certezza di riuscire ad attraversare tutto il parco in bici. Tornare indietro ora vorrebbe dire perdere un’intera mattinata e contando che è il nostro ultimo giorno di vacanza, non sarebbe piacevole.

Riusciamo in qualche modo a raggiungere la cittadina di Port-Saint-Louis, a sud-est del parco, e ne siamo rincuorati. Abbiamo costeggiato il mare, attraversando tutto il parco della Camargue e ora siamo usciti dalla parte opposta al nostro campeggio.

Sono quasi le 9 del mattino e finalmente possiamo goderci la colazione, pianificando il resto della giornata.
Purtroppo è tempo di tornare in Italia e quindi il nostro obiettivo è cercare un posto in cui ci sia una stazione di treni, così da poter tornare verso Marsiglia e poi verso la Liguria.
Ci dirigiamo verso Saint-Martin-de-Creu, ma appena arrivati scopriamo che passano pochissimi treni da lì.
L’unica soluzione è tornare ad Arles.

Arrivati ad Arles compriamo i biglietti: Arles-Marsiglia, Marsiglia-Ventimiglia.
Partiamo nel tardo pomeriggio e arriviamo a Ventimiglia solo alle 11 di sera. Siamo svegli dalle 5 di questa mattina ed abbiamo più di 80km nelle gambe. Ci tocca però ancora il tratto fino a San Remo, dove nostri amici ci ospiteranno per la notte.
Stringiamo i denti ed affrontiamo i saliscendi dell’Aurelia.

Arriviamo a mezzanotte passata, svegli da più di 18 ore, stremati, ma felici ed arricchiti come non mai da questo viaggio.
Ci aspetta un divano-letto per la notte, ma noi vogliamo terminare la vacanza come l’abbiamo cominciata. E’ una questione di principio.
Tiriamo fuori la nostra tenda dalla custodia, andiamo sul balcone, la apriamo, gonfiamo i nostri cuscini ad aria e ci addormentiamo.
Non poteva esserci una fine diversa per questa vacanza: pochi oggetti con noi, pochi soldi, una tenda, due bici, le nostre gambe e paesaggi mozzafiato che ci hanno accompagnato per 10 giorni che rimarranno indelebili nella nostra memoria.

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