TitoloDay 3: "wild west coast"

Un territorio di circa un decimo di quello neozelandese, ma solo l’1% della popolazione totale.
Queste cifre descrivono abbastanza bene lo stile della west coast anche se non rendono del tutto merito a questa regione.
Nonostante infatti la popolazione sia bassissima e i centri abitati distino chilometri uno dall’altro, i servizi, le strade, le segnaletiche e tutto ciò che serve per viaggiare e vivere comodamente, si può trovare e lo si trova in condizioni eccellenti.

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La giornata inizia prestissimo con una visita al Franz Joseph Glacier, appena in tempo prima che orde di turisti invadano i punti panoramici presenti nella passeggiata.

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Anche qui, nonostante si sia dall’altra parte dell’emisfero, negli ultimi 100 anni il ghiacciaio si è ritirato da valle, rintanandosi nel fresco delle alture.

Ripartimo in fretta e furia perche ci attendono circa 600 km di viaggio in giornata.

Le tappe del percorso le decidiamo man mano sfogliando la Lonely Planet decidendo quale sia la località che più ci attrae a seconda della descrizione.
Punaikiki sembra piacerci.

Guidiamo per un paio d’ore in un paesaggio stranamento non troppo interessante, in cui l’unica cosa da segnalare è la prima industria vista in ormai 500km di viaggio!
Alle porte della citta di Hokitika svettano infatti delle alte ciminiere che sembramo veramente aliene in questo territorio, tanto da notarle al primo colpo.

Dopo Hokitika il paesaggio cambia totalmente e dalle anonime distese di prati, si passa ad una foresta pluviale che si affaccia sull’arrabbiato mar di Tasmania.

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Arriviamo a Punaikiki, pranziamo in camper e prendiamo il sentiero per le Pancakes rocks.
Questo è uno di quei posti che valgono il prezzo del biglietto (beh.. forse non dall’Italia, ma dall’Australia si)!

Onde di 3 metri si infilano sotto le scogliere facendo un discreto frastuono, ma soprattutto creando dei getti di acqua verticali tra le fessure degli scogli.

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Ci aspettano ancora troppi chilometri e ore di viaggio. Dobbiamo salutare questo posto magnifico a malincuore.

Il paesaggio cambia ancora.

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E ancora una volta arrivati nella cittadina di Nelson.
Pare che le maree siano particolarmente forti in questa zona. Mai avrei pensato però che si potesse creare una distesa a perdita d’occhio, in cui piccole imbarcazioni rimangono appoggiate al fondo poiché l’acqua si è totalmente prosciugata.
L’effetto è da film apocalittico.

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Arriviamo finalmente ad Havelock, la nostra tappa finale e come premio per l giornata troviamo una doccia pubblica calda e pulita, a soli due dollari.
Ci godiamo i 3 minuti di acqua calda con particolare felicità.

Puliti e con la pancia piena progettiamo la giornata di domani.
Meno chilometri, piu relax.

Se oltre ad una doccia, troverò anche una presa di corrente per scaricare le foto sull’hard disk, potrò sentirmi delicatamente soddisfatto :-)

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