Day 4&5: "dai fiordi a Windy Welly"

Il risveglio sulla cima di un fiordo è un’esperienza che va provata una volta nella vita.
Abbiamo deciso di dormire nel punto panoramico di Cullen, il più alto (e freddo credo) della zona Tra Havelock e Picton.
Essendo arrivati in quel posto in tardissima serata, non sappiamo che panorama ci sia di fronte a noi.
La sveglia al mattino suona alle 6 per godersi le luci dell’alba, ma malauguratamente davanti a noi si erge un muro di nebbia.
Facciamo colazione un po’ dispiaciuti per il clima non troppo estivo che ci sta seguendo da ormai 48 ore.

Nel giro di 20 minuti accade però l’inaspettato: i cumuli di nebbia iniziano a salire, svelando pian piano ciò che c’è sotto.

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Nel giro di una mezz’ora il cielo si schiarisce totalmente permettendo di godersi lo spettacolo a 180 gradi.

È la prima volta che mi trovo davanti a dei fiordi ed è uno spettacolo molto più che incantevole. Hai la bellezza del mare, dei laghi e delle montagne, concentrate nello stesso posto.

I pochi chilometri che separano Cullen da Picton -dove domani mattina abbiamo il traghetto- sono intramezzati da continue pause per apprezzare la bellezza di questi fiordi neozelandesi che emanano un senso di  pace incredibile.

Picton si presenta invece come una cittadina di mare molto ben tenuta -come tutto qui- e basata principalmente su due attività: i traghetti e la legna.

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Il brutto della Nuova Zelanda è che ci si sente -come si può immaginare- fuori dal mondo.
Picton, ad esempio, è una ricca e vivace cittadina in mezzo ai fiordi, in cui anche la casa più brutta è una casa in cui vivrei. Sei però comunque a Picton,
a ore da tutto e da tutti che non siano tuoi compaesani.
Noi in Europa nel raggio di 4 ore di volo possiamo visitare almeno 15 capitali e infiniti posti.
Non credo farei cambio!

L’indomani abbiamo il biglietto prenotato per Wellington.
Quattro ore di traghetto di cui almeno 2 nello Stretto di Cook che è tutto fuorché tranquillo.
Il risultato è che la metà dei passeggeri, abbia stretto amicizia col sacchettino del vomito :-)
Io e Gaby siamo fortunatamente sopravvissuti senza fare  amicizia.

Arriviano a Wellington con un clima da autunno londinese, ma qui, come a Melbourne o nei fiordi, il tempo è pazzo.
Alle 15 del pomeriggio splende il sole su “windy Welly”, permettendoci finalmente di visitarla.

Pur non essendo una città che ti lasci stupefatto e a bocca asciutta, Wellington è una di quelle città in cui vorresti provare a vivere.
Circa 400 mila abitanti, un sacco di musei, il mare, le colline alle spalle ed una zona centrale assolutamente caratteristica in cui vecchi edifici si completano bene con moderni palazzi di vetro.

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A confermarci che a Wellington si vive bene, è Mark, un signore che è rimasto incuriosito dal continuo scattare della mia macchina per fare time lapse.
Mark è nato a Londra, cresciuto a Toronto, passato per Vanuatu e  Christchurch, dice che tra queste Wellington è il miglior mix tra città vivace e tranquilla allo stesso tempo.

Non potendolo provare di persona, ci dobbiamo fidare, ma non faccio molta fatica a credergli.

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