Day 14&15: "if u are going to San Francisco"

San Francisco è magnetica. Non puoi smettere di guardarla. E soprattutto, penso che si possa vivere per mesi qui, senza riuscire ad inquadrarla. LA è una megalopoli, Vegas la città del gioco d’azzardo, lo Yosemite un parco naturale. Ma San Francisco cos’è?
Una città non troppo popolosa ( circa 800.000) in cui si riversano le culture di tutto il mondo e si mescolano perfettamente creando un microcosmo culturale che fino ad ora non avevo mai trovato in nessun altro posto. Il tutto ovviamente condito dal solito, immancabile stile consumistico americano.

Ci svegliamo presto e la prima cosa che notiamo è la temperatura ed il clima autunnale. Siamo avvolti da una fitta nebbia e non ci saranno più di 16 gradi.
La prima tappa, manco a dirlo, è il Golden Gate. Un gigante rosso dall’estremo fascino che si innalza dall’oceano per sparire tra le basse nuvole californiane. Alla sinistra il mare aperto, alla destra la misteriosa Alcatraz.

Con il passare dei minuti, la nebbia si alza così come la temperatura.
Nel giro di un’ora si è passati dall’essere ad Ottobre, ad essere in piena Estate. Incredibile.
Torniamo verso il centro della città e facciamo due passi in quella che sembra essere la piazza centrale.
Non restisto. Trovo un paio di scarpe da basket troppo belle, a soli 40 dollari. Questa San Francisco mi piace sempre di più!

Shopping terminato, ci incamminiamo verso la China Town forse più famosa al mondo. Parcheggiamo sotto l’occidentalissima Transamerica Pyramid , giriamo l’angolo e ci troviamo in un quartiere di.. Pechino!
L’architettura è al 100% orientale, le strade sono tappezzate da festoni colorati ed ad ogni porta sono appesi i classici e tondeggianti lucernari fatti in carta decorata. I negozi sono anch’essi tipicamente orientali e vendono di tutto e di più.
Compro una vagonata di incensi per mia mamma. Hanno origine cinese gli incensi? Boh, però le piacciono!

Passiamo in resto della giornata a gironzolare piacevolmente e senza meta per la città.
Degno di nota è sicuramente il punti più alto dell’isola, la Coit Tower, da cui si può ammirare il panorama a 360°.

Torniamo in albergo per prepararci ad andare fuori a mangiare. E’ il compleanno di Serena oggi!
Scegliamo di andare in un ristorante messicano, tanto per mixare un’altra cultura alla giornata. Tutto ottimo.
Usciti dal ristorante ci imbuchiamo nel primo pub per bere qualcosa. E’ il classico locale da film: bancone lungo in legno, biliardo, freccette e un barista che sembra appena tornato da una giornata di surf. Ci mettiamo a chiacchierare con lui.
Il vero intrattenimento della serata però è il jukebox che sforna un pezzo più bello dell’altro e dopo cinque minuti ci troviamo a cantare con tutto il locale.

Il giorno seguente lo prendiamo con molta calma. Cerchiamo un posto per fare colazione e finiamo nel classico quartiere di San Francisco: casette a due piani più alte che larghe, tutte di colori pastello diversi e con le classiche bow windows che si affacciano sulla strada. Se fossi ricco me ne comprerei una!

Ci spostiamo verso la zona portuale che di sicuro non è un luogo adibito allo scarico di container. Tutt’altro. Gli innumerevoli pier si sono trasformati in un vero e proprio centro commerciale pieno zeppo di attrattive. Dall’Hard Rock Cafè, alle più tipiche botteghe artigiane. Il tutto condito da un’atmosfera di atipica spensieratezza.

Un’ora prima del tramonto decido di staccarmi dal resto della combriccola. Voglio infatti dedicare le prossime ore al Golden Gate Bridge ed al tramonto su di lui.
Attraverso la città e inizio a camminare alla ricerca di un’angolatura che mi soddisfi e in cui si veda per intero il maestoso ponte. Il sole nel frattempo inizia a calare.

Trovo un sentiero abbandonato che dovrebbe portare ad una spiaggia seminascosta ed inizio a scendere. A metà mi fermo, penso di aver trovato il posto ideale per fare “un po’” di foto.
Credo di non avere nessuno attorno a me nel giro di un chilometro. Sento solo il rumore del vento e delle onde. Dritto davanti ai miei occhi l’oceano, a destra il Golden Gate, a sinistra, in lontananza, la città. Trovo pure una roccia comoda su cui sedermi. What else?
Posso iniziare a scattare.

Il sole è ormai dietro le colline. Inoltre non vorrei che i miei amici mi diano per disperso. E’ ora di tornare.
Tornando alla macchina faccio amicizia con due studenti albanesi, trasferiti a San Francisco per fare l’università. Gli do un passaggio verso la città e mi raccontano un po’ meglio la loro vita. Le classiche conoscenze superfast, ma che ti arricchiscono sempre un po’.

Purtroppo è già ora di salutare San Francisco. Domani ci tocca tornare ad LA che c’è un aereo che mi aspetta.

P.s me lo sono sempre chiesto: perchè GOLDEN gate? La risposta l’ho avuto solo osservandolo in tarda serata, momento in cui, il rosso accesso diventa…golden..

Leggi la prima puntata

Day 16-17&18: “Chicago”

 

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