Domande dal blog

1) La concomitanza di Elezioni Regionali ed Europee ci portano a riflettere sui grandi temi di interesse internazionale che si ripercuotono a livello locale, come la moneta unica, l’immigrazione, la TAV e la parificazione dei diritti delle coppie di fatto. Quanto è coerente l’appoggio a Chiampa da una parte ed il sostegno a Tsipras dall’altra?

Grimaldi: Il mio Partito, Sinistra Ecologia e Libertà, si oppone da sempre all’idea di larghe intese, che purtroppo prevalgono sia a livello nazionale che a livello europeo: i democratici insieme ai diversamente berlusconiani e le colombe mannare in Italia, Popolari e Socialisti nella UE. Tsipras deve essere un’occasione ed un’opportunità anche per i progressisti ed ecologisti per creare una coalizione di sinistra anche in Europa. La stessa funzione la svolgiamo in Regione: noi siamo l “antidoto alle larghe e piccole intese” per uscire dal mantra della convergenza al centro. Guardando ai fatti ed alla mia esperienza da Consigliere a Torino, avremmo ottenuno gli stessi risultati fuori dalla coalizione (o addirittura dal consiglio)? la Proposta Salva-Sfratti, il Bici-Plan, le battaglie sul welfare e contro le nuove povertà, la lotta sul controllo pubblico di GTT così come fatto in precedenza sulla SMAt per mantenere l’acqua come bene pubblico. E sui diritti civili e sociali possiamo dire la stessa cosa con alcune battaglie importantissime già vinte durante il secondo mandato di Chiamparino: testamento biologico, riconoscimento di pari diritti alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale e la cittadinanza civica per i bambini nati a Torino figli d’immigrati.

 

2) La Sanità è l’ambito che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali a disposizione: dimmi una cosa di sinistra che farete in questo settore chiave.

Grimaldi: innanzitutto vogliamo smetterla di parlare di sanità in termini di tagli. La sanità pubblica deve tagliare soprattutto l’esclusione, l’emarginazione e la solitudine. Vogliamo far vincere un’idea di salute inclusiva e solidale, che recuperi gli scempi dalla Giunta Cota, per esempio sui LEA (Livelli essenziali di assistenza) e nell’assistenza ai disabili. Il modello di riferimento non può essere quello lombardo: non si può confondere il privato profit con il privato sociale, che deve però essere interpretato in termini sussidiari e non come una scorciatoia attraverso la quale poter pagare meno educatori ed operatori sociali (che infatti ci hanno voltato le spalle). Non è la Sanità l’ambiente su cui andare a tagliare, penalizzando fortemente la professionalità di medici e operatori. I margini di risparmio esistono ma devono essere fatti su altro, per esempio creando una centrale unica degli acquisti attraverso un sistema informatico centralizzato di tutte le ASL (magari gestito dal CSI Piemonte).

 

3) Per quanto riguarda il turismo, arrivano buona notizie in termini di numeri dalla città di Torino che sembra far finalmente capolino in questo settore. Torino è però nello stesso tempo l’esempio di scelte contrastanti, se si pensa ad una Politica sostanzialmente immobile sui Murazzi (ancora desolatamente vuoti) e all’unico camping di Torino (Villa Rey) chiuso coi sigilli dai Vigili. Il Piemonte però non si è mai distinto per essere riuscito ad attirare le grandi folle. Credete che il turismo possa essere una risorsa su cui investire? Quali sarebbero le vostre proposte a riguardo?

Grimaldi: Il turismo ha margini di aumento inimmaginabili. Il patrimonio culturale e ambientale è la nostra miniera inesauribile. Il nostro obiettivo è quello di diversificare il tipo di attrattività turistica, così come ha fatto la Regione Puglia: aumentare la quota di “turismo a cinque stelle” (inteso come di lusso!) si può fare senza svantaggiare quello low-cost, che potrebbe essere importantissimo, senza dimenticare “l’eco turismo” e il turismo sportivo in aumento sensibile. Gli Erasmus in città, gli universitari, i viaggiatori “zaino in spalla”, i numerosi eventi culturali (che hanno però fatto l’errore di non creare un villaggio-cittadella intorno a sé, come invece avviene nel resto d’Europa) sono un valore aggiunto che va incentivato. Altro tassello importante è banalmente avere un aeroporto che funziona: Caselle sarà collegata al centro di Torino in 15 minuti di treno grazie al Sistema Metropolitano Ferroviario, e si cercherà di attrarre il più possibile i voli low cost (in Puglia 9 milioni investiti sui low cost hanno avuto una ricaduta di 60 milioni sul territorio). Dove troveremo i soldi? Dicendo molto schiettamente che un aeroporto come Levaldigi non ha senso di esistere e va chiuso perché non si può pretendere di avere un aeroporto per provincia. Puntiamo al Green New Deal, per generare occupazione e una riconversione ambientale dell’economia, preservando il territorio come integrazione di paesaggio e cultura, bellezza e sostenibilità: l’investimento sarà massiccio sull’eno- gastronomico e sulle bellezze artistiche e ambientali che fuori dal Piemonte sono sconosciute al grande pubblico, ma che non hanno nulla da invidiare alla Toscana o alla Borgogna.

Domande dai lettori.

4) A livello nazionale e locale SEL viene ormai vista come la “stampella” del PD. A Roma pare che questa scelta non si sia rivelata vincente, avendo prodotto la sola nomina di Boldrini. A livello locale cosa pensate di ottenere? E quando vi troverete a votare l’ennesimo provvedimento SI-TAV e il Chiampa vorrà testare la vostra fiducia cosa farete?

Grimaldi: In Regione credo riusciremo a non far stanziare neanche un euro per la TAV, aldilà dei numerosi Ordine del Giorno che potranno far approvare. Entreremo in Consiglio come donne e uomini liberi e liberi resteremo. Consapevoli di alcune diversità di vedute, ma nessuno ci imporrà di votare a favore della TAV. Esistono già progetti da finanziare e sono il modello di trasporto merci che integra ferro e gomma, la creazione di un Sistema Metropolitano Ferroviario Regionale che integri i territori, ed un trasporto locale su ferro che vada a recuperare i Kilometri di percorrenza persi, e mai più recuperati, dalla Giunta Cota. Allo stesso modo abbiamo una forte idea di sinistra che vogliamo imporre anche su altri temi, come per esempio quello fondamentale del diritto allo studio: la peggior cosa fatta da Cota è introdurre la figura dell “idoneo non vincitore”, cosa aberrante. Il diritto allo studio è il principale ascensore sociale che dobbiamo incentivare e spingeremo affinchè qualsiasi meritevole privo di mezzi possa continuare il suo percorso formativo.

5) Fino a ieri Greganti sedeva in prima fila per la presentazione ufficiale della candidatura di Sergio Chiamparino. Accanto a lui c’è Giusy La Ganga, oggi consigliere di maggioranza a Torino, ma anche Giancarlo Quagliotti, condannato nel 1997 per il caso di tangenti Fiat al Pci e oggi vice segretario regionale Pd. Il caso Nadia Conticelli, una donna ora presidente della VI circoscrizione di Torino, ex assistente di Stara, unico del centro-sinistra ad essere stato rinviato a giudizio per Rimborsopoli, e fautrice della proposta di candidare e appoggiare un segretario di circolo pregiudicato, evento divenuto scandalo nazionale: come “premio” è entrata nel listino bloccato. Per un partito come SEL che dovrebbe fare dei diritti, della legalità e della questione morale i suoi punti cardine cosa significa candidarsi al fianco di questi signori del PD? In quale modo pensate di riuscire a fare da contraltare?

Grimaldi: la questione morale è quanto mai attuale, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio: il PD continua ad essere diverso dalla destra sulla sospensione delle persone indagate, sull’allontanamento dei rinviati a giudizio e sui rapporti con la giustizia in generale. Ciò che differenzia però il PD da noi di SEL è la questione selezione della classe dirigente e della “opportunità politica”: non basta aver pagato i conti con la giustizia per poter rientrare ad occuparsi della cosa pubblica. Spero che il PD sia distante dalle indagini che coinvolgono Greganti, anzi ne sono sicuro. Certo da noi un condannato per reati di corruzione non sarebbe mai candidato in SEL, né avrebbe mai incarichi all’interno del nostro partito. Credo altrettanto fermamente che Chiamparino sia una persona onesta, così come la gran parte dei suoi candidati: il PD deve però aumentare i suoi anti-corpi e capire che l’opportunità spinge a non coinvolgere nella gestione del potere determinati personaggi. Noi siamo diversi dal PD ed abbiamo regole diverse da loro su quest’aspetto: per questo ci uniamo a chi come  Civati combatte le stesse battaglie etiche dall’interno. A livello nazionale il PD non ha alzato quelle barriere di separazione tra potere politico e lobby economiche, cosa che invece Chiamparino ha fatto a livello locale. E’ comprensibile che la gente sia disgustata ed il PD è responsabile di alcune distorsioni, ma io sono preoccupato del fatto che i tre grandi veri generatori di crisi corruzione, mafie e grandi evasori, siano ancora lì a godere della crisi della politica: con questi bisogna ingaggiare una lotta corpo a corpo profonda.

6) il Piemonte vanta un centro informatico come il CSI, autentico fiore all’occhiello del settore pubblico in alcuni ambiti tecnologici. La Giunta Cota sembra aver puntato a mantenere il malato in stato vegetativo più che ad un suo rilancio: qual è la vostra idea riguardo l’informatizzazione della Regione? Il CSI ha bisogno di una sferzata energica: si rilancia il pubblico, magari stanziando nuovi fondi, o ci si affida completamente al Privato?

Grimaldi: Il CSI si deve salvare, e bisogna farlo mantenendo pubblico quel grosso bacino di conoscenze e Know-how che non può essere svenduto al privato. Ricollegandoci alla domanda sulla Sanità, commissioniamo al CSI la realizzazione del Sistema Informatico Centralizzato delle ASL: questa è una commessa che si ripaga da sola e può essere utilizzata come punto di svolta generale. Il ruolo delle partecipate è proprio quello di essere vie di sviluppo e di creazione di nuove strade. Credo che noi come SEL potremo essere in grado di spingere la coalizione nella direzione di salvare la partecipata utilizzando la Sanità e dando ambiziosi obiettivi di risparmio al CSI stesso.

7) Chiamparino è passato da Sindaco a Presidente Compagnia di San Paolo a Candidato Presidente Regione Piemonte senza soluzione di continuità. Si fa un gran parlare di conflitto d’interessi, ma qui la vicinanza tra potere politico e principale gruppo bancario cittadino sembra lampante. Cosa ne pensi di questa commistione eccessiva coi poteri forti? Per quale motivo dovrei votare Chiamparino se i miei interessi non coincidono con quelli dei poteri forti stessi?

Grimaldi: il problema più grande sono gli interessi che rappresenti: sarebbe opportuno il “freezing” dopo una carica politica per evitare continuità come questa. Non dimentichiamo che il Presidente della Compagnia San Paolo non è un banchiere e che ha sostanzialmente destinato l’80% dei suoi fondi ad ambito culturale e sociale per colmare le mancanze regionali. Il sistema bancario è stato in Italia meno “generatore di crisi” che altrove, ma noi non siamo ed il PD non deve essere portavoce di quegli interessi. Non bisogna essere equi-distanti tra capitale e lavoro, in casi come quelli che oppongono le banche ai cittadini strozzati dai debiti o nello scontro Marchionne-FIOM. Se il PD vuole tornare ad essere forza progressista, stia dalla parte dei lavoratori, soprattutto precari, ed operi per ridurre il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri, che è il vero nemico da combattere per la sinistra. Noi entreremo in Consiglio Regionale per orientare Chiamparino verso queste priorità e verso un approccio diverso con principale gruppo bancario torinese.

8) In Sala Rossa a Torino è passata una mozione a nome Marrone, grazie ad un paio di astenuti del PD, per lo sgombero dei centri sociali e vendita degli immobili. Gariglio ha affermato che i centri sociali vanno chiusi. E’ questa il modello col quale la Giunta Chiamparino affronterà l’emergenza sociale ed il dissenso?

Grimaldi: Gariglio dovrebbe imparare a capire che non si risponde al clima di odio che sta crescendo in città alimentando la tensione e facendo salire il livello dello scontro. Se ci sono persone che hanno attaccato le loro Sedi, queste devono essere perseguite ma le responsabilità sono individuali. Dall’altra parte però bisogna capire chela lotta violenta non è una soluzione, e che in tutti i movimenti, anche nello stesso Movimento NO-TAV devono essere condannate le azioni violente quando accadono, per far prevalere l’anima pacifista largamente maggioritaria all’interno dei movimenti stessi. Per capirci sarà anche vero che tanti non vedono l’ora di reprimere e aggredire il dissenso ma, come diceva un noto pacifista svizzero, “questa idea di voler fare trionfare la giustizia tramite la violenza sembrerà un giorno così imbecille come ci sembra oggi l’uso della tortura per sapere la verità”.

 

9) I sondaggi sembrano indicare M5S come possibile primo partito tra le fasce povere, soprattutto nella città di Torino. La distanza tra l’establishment progressista e gli esclusi è emersa anche nel “periodo-forconi”. Non pensi che i campanelli d’allarme siano numerosi ma che restino inascoltati a sinistra? Per fartela breve: perché un uomo di sinistra dovrebbe votare per te e per voi il 25 maggio?

Grimaldi: nei momenti di crisi economica politica e sociale, spesso i populismi sono quelli che prevalgono perché hanno un’idea semplice basata sullo schema del nemico facilmente individuabile e del complotto. E’ vero che è meglio il populismo grillino che i movimenti xenofobi del resto d’Europa, ma nello stesso tempo il Movimento ha fatto da tappo ad un bisogno di riscatto che poteva venir fuori, una sinistra che doveva essere in grado di trasformare il desiderio di vendetta in desiderio di giustizia. L’odio visto per esempio anche negli occhi dei forconi va trasformato con la cultura e una visione di lungo periodo. Una diversa Europa era possibile, oggi è necessaria.

9.1) Siamo ancora in tempo per rimediare a quell’errore o una certa idea di sinistra è morta sepolta per sempre?

Grimaldi: ti rispondo citandoti la cosa più bella di questa campagna elettorale, cioè Alessandra Quarta (candidata per SEL alle Europee, ndr): lei è l’esempio di una comunità che cresce solidale in antitesi al mainstream.
Parte come proposta minoritaria, ma questa è l’unica via: dobbiamo tornare a condurre fino in fondo le nostre battaglie e difendere culturalmente e quotidianamente le nostre vittorie. Fissiamoci le battaglie per le quali siamo disposti ad andare fino in fondo ed impariamo a “non lasciar perdere le cose” come successo in campi diversi come il diritto alla mutua, il diritto alla maternità ad una pensione dignitosa, un salario minimo europeo e il reddito di cittadinanza. piuttosto che la legalizzazione delle droghe leggere. Solo agendo in questa maniera arriveremo a vincere le battaglie sul lungo termine.  Non serve chiedere il voto per salvare la sinistra, la sinistra deve tornare essere utile alle sue battaglie, alla povera gente e al pianeta stesso.

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