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#sharEat

#SharEat è un modo semplice ed economico per aiutare il prossimo e soprattutto è un modo per far sì che anche le persone attorno a te lo facciano.
E’ una colletta alimentare che chiunque e dovunque può organizzare: basta un gazebo, qualche volontario, un buon passaparola ed un incaricato della Caritas della vostra provincia che, al termine della giornata, si occupi di raccogliere tutti gli alimenti e di portarli ai centri di ridistribuzione alimentare del proprio territorio.
Non tutti ne sono a conoscenza infatti, ma esiste un buon numero di organizzazioni no profit che si occupa di raccogliere gli alimenti invenduti dei supermercati ( solitamente cibo vicino alla data di scadenza, ma comunque perfettamente commestibile) per poi ridistribuirlo alle famiglie più in difficoltà della zona di competenza, attraverso appositi centri in cui settimanalmente tali famiglie si recano per ritirare la spesa che spetta loro.

La crisi ha colpito tutti ed è inimmaginabile il numero di famiglie che viveva in modo dignitoso fino a pochi mesi fa, non essere ora più in grado di autosostenersi dal punto di vista alimentare. Tale situazione è ancor più allarmante nei casi in cui siano presenti bambini piccoli.
Per tutti questi nuclei in difficoltà l’unica speranza di poter avere un’alimentazione sufficiente, si cela dietro il lavoro dei volontari Caritas o di altre associazioni no profit, che spendono le proprie risorse ed il proprio tempo per ridare dignità a chi purtroppo la sta perdendo.

E noi come possiamo renderci utili? Sicuramente informandoci sulle iniziative sociali in corso nel nostro Comune o nella nostra Provincia, parteciparvi quando possibile, farvi partecipare anche parenti ed amici e, nella migliore delle ipostesi, organizzare di propria volontà iniziative che diano impulso a quelle già esistenti.
Lo scopo di #sharEat è proprio quello: un’iniziativa che ha il fine di aiutare un’iniziativa molto più grande chiamata Fra Galdino (gestita dalla Caritas della mia provincia natale), che raccoglie, come accennato in precedenza, la merce invenduta dei supermercati. Tale raccolta però è poco prevedibile dal punto di vista quantitativo poichè gli avanzi dei markets, come potete immaginare, non sono fissi.
#sharEat tenta quindi di raccogliere alimenti da parte di privati, da parte di tutti noi, persone che hanno la fortuna di vivere in un discreto benessere ed in grado di avere un’alimentazione regolare e corretta.
In che modo?
..Che siate sportivi, musicisti, chirichetti, attori o professori, vi capiterà spesso di partecipare o di essere addirittura protagonisti di eventi che raccolgono un buon numero di persone.
E allora basta una telefonata al referente Caritas del vostro territorio ( o di qualsiasi altra organizzazione che si occupi di servizi sociali) in cui gli comunicherete che all’evento di cui vi parlavo nella riga precedente, avrete intenzione di mettere un gazebo e due volontari, di modo che chiunque abbia la possibilità di portare la propria spesa da donare alle famiglie in difficoltà, abbia la possibilità di farlo con comodità.
Sono sicuro che il referente vi darà una mano con l’organizzazione, con i permessi necessari, con la promozione di tale iniziativa ed in pochi giorni avrete messo in piedi qualcosa che a voi è costato un po’ del vostro tempo, ma che per altri è davvero fondamentale.

Non siate pigri, diffondete lo #sharEat :)

Parlano di #SharEat:
http://www.chivuolessererossoblu.it/la-domenica-dei-grandi-cuori-rossoblu-shareat/
http://www.pallacanestrobiella.it/news/la-domenica-dei-cuori-rossoblu-shareat
http://www.newsbiella.it/2014/01/03/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/shareat-atto-secondo.html
https://www.evensi.com/shareat-atto-ii-lauretana-forum/109257541
http://www.laprovinciadibiella.it/sport/articolo/?nid=20131206_2499

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Mi sono laureato in Economia indirizzo business management. A seguire ho eseguito un master in web marketing ed un corso in project management al Politecnico di Milano. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "project manager" anche se è troppo altisonante come nome. In realtà mi diverto :)