5 riflessioni post Mattarella

Questi giorni di non-Governo forniscono in realtà molti più spunti di periodi in cui i Governi governano a gonfie vele.
Il no di Mattarella alla proposta di Savona come Ministro dell’economia ha spalancato nuovi scenari, ma prima di proiettarci alle prossime elezioni, è giusto fare due riflessioni su quanto sta accadendo in questi giorni.

Elezioni: 5 temi economici da tenere in considerazione

Domenica 4 marzo è il “grande” giorno: si andrà a votare.

Lo si farà con una legge elettorale un po’ confusionaria ( approfondimento qui) e che, a meno di incredibili ribaltoni politici dell’ultimo secondo, creerà delle Camere in cui nessuna coalizione avrà la maggioranza assoluta.
Il che implicherà che chi vorrà governare dovrà allearsi con uno o più avversari del giorno prima (approfondimento qui).

Colpa dell’Europa o degli italiani?

Quando la maestra ci sgrida, la voglia di dare la colpa al vicino di banco, magari più secchione di noi, è sempre forte.
Quando si commettono degli errori infatti, la prima cosa che fa un immaturo è trovare una scusa qualsiasi, purchè essa allontani l’occhio inquisitore da lui.

I 4 rimpianti industriali italiani

Capire perchè l’Italia sia più in crisi di altri Paesi europei, non è di sicuro compito facile.

Se lo si sapesse con certezza e se la causa fosse solo una, probabilmente saremmo già fuori dalla crisi.

Tra le varie cause ce n’è sicuramente una però: durante il boom economico post II Guerra Mondiale l’Italia è stata all’avanguardia mondiale in quattro campi industriali d’eccellenza che ora guidano l’economia di gran parte degli stati più ricchi del mondo.
Oggi di questi quattro campi industriali, ne rimane forse mezzo.
Gli altri sono del tutto spariti o si sono trasformati da poli di avanguardia, in poli di mediocrità.

Essere onesti, ma non per forza grillini

Il nostro Paese, soprattutto negli ultimi 30 anni, è stato governato tendenzialmente maluccio.
Debiti sempre più insostenibili, opere incompiute, scarsa visione, scarsa propensione alla ricerca e allo sviluppo, scarsa capacità di riqualificare le zone più claudicanti del Paese e così via. Cose che conosciamo tutti.
A ciò si aggiunge una caterva immane di casi giudiziari che hanno coinvolto coloro che avevamo eletto come nostri rappresentanti politici.

Le eccezioni ci sono state, ma sono state ahimè casi sporadici.

5 cose che ci sta insegnando Trump

Non è sicuramente passato abbastanza tempo per giudicare l’operato di Trump, ma abbiamo già alcuni fattori da evidenziare:

1) dal discorso seguente la vittoria Trump ha a dir poco smorzato i toni.
La strategia aggressiva utilizzata durante tutta la campagna referendaria, è cambiata radicalmente un secondo dopo essere stato eletto.

Quanto è pericoloso informarsi solo su Facebook?

Secondo uno studio Censis già nel 2013 “oltre il 37% degli italiani usava Facebook per informarsi, ma il dato supera il 71% quando si tratta della fascia d’età 14-29 anni”.

I dati parlano già di per sè ed è poco utile approfondirli, come è poco utile soffermarsi su quanto grazie ai social network sia esplosa la possibilità di reperire notizie da tutto il mondo e commentarle in tempo reale.

3 cose che ci insegna Foodora

Più o meno tutti avrete sentito parlare del caso di Foodora: una app tedesca che permette agli utenti di ordinare un menù dal proprio ristorante cittadino e farselo consegnare a casa da dei giovani ragazzi in bicicletta. Il tutto stando seduti sul divano, col proprio smartphone.

Due opinioni sul referendum

Vi siete informati sul referendum costituzionale del 4 dicembre?
È importante farlo e se non avete ancora avuto tempo, vi consigliamo di farlo in questo articolo: “Quanto tempo hai per informarti sul referendum?”

Qui sotto potrete invece trovare due opinioni personali con due intenzioni di voto diverse.
Opinioni che, almeno per quanto riguarda la mia personale, è in continuo e costante aggiornamento e lo sarà fino al momento del voto.

Supermercati vs alimentari: qualche considerazione

Alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni, spingono a fare un paio di riflessioni riguardanti il continuo dibattito tra la grande distribuzione e i piccoli negozi di alimentari.

La viralità raggiunta dalla foto con messaggio postata qui sopra, stride con l’affetto dimostrato per la dipartita del Patron Caproti, deus ex machina di Esselunga, dimostrando in maniera abbastanza evidente che il dibattito tra piccolo e grosso, tra Ipermercato e negozietto sotto casa, sia più qualcosa di emotivo e affettivo, legato più che altro al ricordo di un ricco passato che non c’è più, piuttosto che un dibattito basato su dati e numeri.