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Colpa dell’Europa o degli italiani?

Quando la maestra ci sgrida, la voglia di dare la colpa al vicino di banco, magari più secchione di noi, è sempre forte.
Quando si commettono degli errori infatti, la prima cosa che fa un immaturo è trovare una scusa qualsiasi, purchè essa allontani l’occhio inquisitore da lui.

Non è forse quello che spesso fa l’Italia quando non è in grado di giustificare la sua triste situazione economica rispetto ai propri vicini di banco?
La classe in cui si trova l’Italia, l’Unione Europea, non è di certo un conglomerato esente da colpe. Anzi.
Ha spesso maltrattato i suoi alunni ( vedi la Grecia), non è stata in grado di creare interesse ed spirito collaborativo attorno a sè (vedi scarso senso di appartenenza dei cittadini verso quest’unione) e non è stata nemmeno impeccabile nel decidere se e quando ridipingere le proprie mura o rinnovare i propri docenti.

In ogni caso può l’Italia permettersi di accusare i compagni secchioni o la maestra troppo severa, se a scuola non va tanto bene? Può, certo, ma forse sarebbe meglio se prima guardasse in casa propria.

Andiamo a vedere un po’ di dati che, già di per sè, dovrebbero bastare per farci guardare allo specchio ed iniziare a riflettere un attimo sulla nostra credibilità quando alziamo il ditino in classe per lamentarci che il compagno sta copiando dai bigliettini.

CORRUZIONE

L’Italia è al 69esimo posto al mondo per corruzione secondo l’affidabile indice CPI, al pari di Grecia, Brasile e Senegal.
Al primo posto troviamo la Danimarca, mentre la Germania è al nono posto. Proprio quest’ultima è stato utilizzata (qui) dal Docente Universitario di Bologna Lucio Picci, come punto di riferimento per il nostro Paese.
La domanda è semplice: che cosa accadrebbe se l’Italia avesse lo stesso livello di corruzione della Germania?
La risposta è -ovviamente- molto complessa.
Misurare la corruzione è difficilissimo perchè, in primis, essendo un fenomeno che avviene “sotto banco” e tra figure poco inclini alla legalità, è molto difficile che queste -anche quando scoperte- dichiarino per filo e per segno i propri movimenti illegali.
Secondo perchè alla corruzione sono legati un’infinità di conseguenze negative indirette, sia economiche, che sociali.

Premessa la difficoltà di calcolo, “se in Italia ci fosse la stessa corruzione che c’è in Germania, il reddito annuale degli italiani sarebbe più alto di quasi 10 mila Euro (o 585 miliardi circa di Euro in più di reddito nazionale)”. Fonte: costo_corruzione_italia

OPERE INCOMPIUTE

Dal nord al sud il Belpaese brulica di opere non compiute, spesso pagate dalla collettività.
In questo caso -rispetto alla corruzione- risulta più facile calcolare i costi di tali sprechi anche grazie all’elenco delle opere incompiute voluto dal Governo Monti e grazie al fatto che tali opere siano spesso sotto i nostri impotenti occhi.

Urge sottolineare come tale inefficienza italiana possa essere spesso considerata una tra le tante conseguenze indirette della corruzione. Risulterebbe quindi sbagliato fare una somma algebrica tra i costi di corruzione e quelli per le opere incompiute, essendo talvolta questi ultimi, compresi nei primi.

In ogni caso si è calcolato che in Italia le opere incompiute siano 868, che siano costate complessivamente 4,1 miliardi di € e che ultimarle ne servirebbero 1,4 miliardi di €.

Fonti: Ministero delle InfrastruttureNational Geographic, la RepubblicaIl fatto quotidiano.

EVASIONE

L’evasione fiscale è un problema che riguarda la quotidianità di ogni italiano.
Va  certamente distinto chi evade per sopravvivere e chi evade per arricchirsi. Ciò è fuori dubbio. Mai mi sognerei di paragonare chi nasconde i miliardi a Panama, da chi non fa una fattura per riuscire a pagare le utenze.

In ogni caso, secondo le stime di Confindustria, “l’evasione fiscale e contributiva è di 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del PIL. Al fisco vengono sottratti quasi 40 miliardi di IVA, 23,4 di IRPEF, 5,2 di IRES, 3,0 di IRAP, 16,3 di altre imposte indirette, cui si aggiungo 34,4 di contributi previdenziali.” (fonte: International Business Time)

Sempre secondo il Centro Studi di Confidustria, un eventuale “dimezzamento dell’evasione fiscale seguito dalla restituzione ai contribuenti delle risorse recuperate tramite il taglio delle aliquote delle tasse vale un +3,1% del PIL e oltre 335mila occupati in più.” e che il problema dell’evasione grava in particolare  “su imprese e famiglie oneste. [..] una famiglia composta da una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio in età scolare,destina il 54,9% del reddito al pagamento dei contributi sociali e delle imposte, dirette e indirette. ” (fonte e approfondimenti: International Business Time, L’evasione blocca lo sviluppo)

PRODUTTIVITA’ LAVORATIVA

L’Italia è al palo nella propria produttività per ora lavorate e le colpe sono molte e probabilmente suddivise tra chi dà lavoro, chi lavora e lo Stato incapace di fornire gli strumenti adeguati al singolo.

Dal 1999 al 2011 la produttività per ora lavorata è cresciuta del 2,3% negli USA, dell’1,4% in Francia e del 1,5% in Germania, mentre in Italia è stata dello 0,4%.
Secondo l’economista Luigi Zingales, la mancata crescita della produttività è il vero male dell’economia italiana.
I suoi studi mostrano come la (non) produttività oraria non sia correllata all’ingresso dell’Italia nell’Euro o meno, ma all’incapacità di una grossa fetta dell’imprenditoria nostrana di sfruttare i benefici del settore ICT dell’ultimo ventennio. (Fonte: Luigi Zingales, “Europa o no. Sogno da realizzare o incubo da cui uscire?”)

Di contro abbiamo una classe di dipendenti che per un terzo si ammala casualmente di lunedì. Ufficialmente perchè nel weekend si fanno le attività all’aria aperta che potrebbero arrecare qualche acciacco in più, ufficiosamente perchè il weekend di tre giorni è più bello rispetto ad uno di soli due giorni ( Fonte: CGIA di Mestre)

L’elenco di dati che dovrebbero farci riflettere sulla nostra situazione interna potrebbe dilungarsi ancora: dalle tempistiche infinite per far rispettare un contratto (siamo secondi solo a Slovenia e Grecia), ai soldi che la compagnia lombarda di trasporti spende per ripulire i treni dai murales ( ossia 10 milioni l’anno, praticamente il costo di un treno nuovo), passando per i costi delle RC auto quasi doppi rispetto agli altri stati europei grazie alla nostra capacità di inventare – col benestare del carrozziere di fiducia- finti tamponamenti piuttosto che pagare di tasca propria (fonte Sky tg 24). Senza dimenticare la nostra bassissima capacità di sfruttare in pieno i fondi strutturali europei (Fonte: la Repubblica)

E se l’Italia prima di alzare la mano per protestare contro la maestra ci dovrebbe pensare due volte e guardarsi in faccia, anche noi cittadini italiani dovremmo fare un attimo un esamino di coscienza prima di prendersela con la classe politica: ricordiamoci che non c’è corruttore se non c’è corrotto; che, a meno di casi estremi, l’evasione è un danno per tutta la comunità in cui viviamo; che se non fare mai ferie è da folli (vedi ospite di Sanremo), assentarsi il lunedì senza avere nulla, non è di certo un comportamento da medaglia al valore.

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Mi sono laureato in Economia indirizzo business management. A seguire ho eseguito un master in web marketing ed un corso in project management al Politecnico di Milano. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "project manager" anche se è troppo altisonante come nome. In realtà mi diverto :)