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Lo strano rapporto di Flavio ed il lavoro

Flavio Briatore, intervistato da Bianca Berlinguer a Cartabianca, ha criticato più o MENO giustamente il sistema scolastico/lavorativo italiano. Ecco un paio di estratti che meritano un’analisi:
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Colpa dell’Europa o degli italiani?

Quando la maestra ci sgrida, la voglia di dare la colpa al vicino di banco, magari più secchione di noi, è sempre forte.
Quando si commettono degli errori infatti, la prima cosa che fa un immaturo è trovare una scusa qualsiasi, purchè essa allontani l’occhio inquisitore da lui.

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I 4 rimpianti industriali italiani

Capire perchè l’Italia sia più in crisi di altri Paesi europei, non è di sicuro compito facile.

Se lo si sapesse con certezza e se la causa fosse solo una, probabilmente saremmo già fuori dalla crisi.

Tra le varie cause ce n’è sicuramente una però: durante il boom economico post II Guerra Mondiale l’Italia è stata all’avanguardia mondiale in quattro campi industriali d’eccellenza che ora guidano l’economia di gran parte degli stati più ricchi del mondo.
Oggi di questi quattro campi industriali, ne rimane forse mezzo.
Gli altri sono del tutto spariti o si sono trasformati da poli di avanguardia, in poli di mediocrità.
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Essere onesti, ma non per forza grillini

Il nostro Paese, soprattutto negli ultimi 30 anni, è stato governato tendenzialmente maluccio.
Debiti sempre più insostenibili, opere incompiute, scarsa visione, scarsa propensione alla ricerca e allo sviluppo, scarsa capacità di riqualificare le zone più claudicanti del Paese e così via. Cose che conosciamo tutti.
A ciò si aggiunge una caterva immane di casi giudiziari che hanno coinvolto coloro che avevamo eletto come nostri rappresentanti politici.

Le eccezioni ci sono state, ma sono state ahimè casi sporadici.

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5 cose che ci sta insegnando Trump

Non è sicuramente passato abbastanza tempo per giudicare l’operato di Trump, ma abbiamo già alcuni fattori da evidenziare:

1) dal discorso seguente la vittoria Trump ha a dir poco smorzato i toni.
La strategia aggressiva utilizzata durante tutta la campagna referendaria, è cambiata radicalmente un secondo dopo essere stato eletto.
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3 cose che ci insegna Foodora

Più o meno tutti avrete sentito parlare del caso di Foodora: una app tedesca che permette agli utenti di ordinare un menù dal proprio ristorante cittadino e farselo consegnare a casa da dei giovani ragazzi in bicicletta. Il tutto stando seduti sul divano, col proprio smartphone.
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Quanto tempo hai per informarti sul referendum?

Pochi minuti? Un’oretta? Un’intera giornata?

In questo articolo potrai informarti sul referendum a seconda di quanto tempo tu abbia a disposizione!

[In questo articolo “due opinioni sul referendum” potrete invece trovare due pareri personali e divergenti sul voto]

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Supermercati vs alimentari: qualche considerazione

Alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni, spingono a fare un paio di riflessioni riguardanti il continuo dibattito tra la grande distribuzione e i piccoli negozi di alimentari.

La viralità raggiunta dalla foto con messaggio postata qui sopra, stride con l’affetto dimostrato per la dipartita del Patron Caproti, deus ex machina di Esselunga, dimostrando in maniera abbastanza evidente che il dibattito tra piccolo e grosso, tra Ipermercato e negozietto sotto casa, sia più qualcosa di emotivo e affettivo, legato più che altro al ricordo di un ricco passato che non c’è più, piuttosto che un dibattito basato su dati e numeri.
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La crisi del 2008 spiegata attraverso orti e carote

A 10 anni di distanza subiamo ancora le nefaste conseguenze della crisi statunitense iniziata nel 2006 e culminata nel 2008.

E’ un evento storico di cui si parlerà nei libri di storia al pari dell’attacco alle Torri Gemelle, al fenomeno delle migrazioni o al problema del terrorismo.

Ma se di Osama Bin Laden conosciamo volto, usanze e capitolazione o se di immigrati parliamo a vanvera davanti al caffè con un conoscente, delle cause scatenanti della crisi economica, non sappiamo praticamente nulla.

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The Old Brexit

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3 considerazioni veloci veloci, oltre a quelle che potete fare da soli leggendo le cifre dell’immagine qui sopra:
 
1) leggo commenti contro la popolazione ignorante che vota senza cognizione di causa. Vero, ma in parte. Credo che chiunque avesse un minimo di senso delle cose, non avrebbe potuto mai votare per l’uscita dall’UE.

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Cosa mi ha insegnato Buonanno

Qualche giorno dopo la morte di Gianluca Buonanno, sento la necessità di fare alcune riflessioni.
 
La prima, che dovrebbe essere assolutamente banale, è che spesso ci si dimentica quanto sia importante il silenzio.
I social network ci spingono sempre di più a commentare con impulso frenetico qualsiasi cosa accada intorno a noi. Più ciò che accade intorno a noi è di grossa portata, più questa frenesia ci ingigantisce.

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L’ombra delle slot machines

Un bar con arredamenti un po’ pacchiani non di certo all’ultimo grido, qualche salatino sul bancone, un paio di persone sedute al tavolo coi quotidiani di giornata ripiegati malamente, un titolare, un cameriere e laggiù -svogliatamente nascoste- una sfilza di macchinette che emettono luci, suoni e colori in continuazione, nel tentativo di attirare la nostra attenzione.

Chiunque di noi sarà capitato in una situazione come questa, o molto simile a questa, tanto da renderla assolutamente ordinaria e poco degna di nota.
Ed è proprio il fatto che tutto ciò sia poco degno di nota a rendere quella macchinette luminose e colorate, qualcosa di socialmente micidiale e pericoloso.

Stiamo ovviamente parlando delle slot machines e più in generale del gioco d’azzardo che dal 2008, inizio della crisi economica, ad oggi, si sta espandendo silenziosamente ed a macchia d’olio nella nostra società.

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10 cose da sapere sul voto del 17 aprile

Il 17 aprile gli italiani potranno andare a votare al referendum abrogativo (affinchè sia valido, servono quindi il 50% degli aventi diritto di voto, più uno) riguardante le trivelle per estrazione di idrocarburi.

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5 cose da sapere sulla faccenda dell’olio tunisino

Avrete sicuramente sentito in questi giorni della notizia riguardante l’olio tunisino che “grazie” al benestare del Parlamento europeo, “invaderà” a breve il mercato europeo a discapito di quello italiano.

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Ricchi&Poveri

Secondo il nuovo report di Oxfam, “nel 2015 appena 62 persone possedevano la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ossia la metà più povera della popolazione mondiale”. Sessantadue persone possiedono la ricchezza di metà della popolazione mondiale: meglio ripeterlo.
Pensare che indignarsi per un dato del genere sia esclusivamente di sinistra è forse l’errore più grosso che si possa commettere.
Dietro questa sperequazione immensa si nasconde infatti la quasi totalità dei problemi di oggi: povertà, analfabetizzazione, immigrazione, malnutrizione, mortalità infantile, scontro tra culture, guerra tra poveri, e così via. Tutte concause che si alimentano e fomentano a vicenda.

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