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5 cose che ci sta insegnando Trump

Non è sicuramente passato abbastanza tempo per giudicare l’operato di Trump, ma abbiamo già alcuni fattori da evidenziare:

1) dal discorso seguente la vittoria Trump ha a dir poco smorzato i toni.
La strategia aggressiva utilizzata durante tutta la campagna referendaria, è cambiata radicalmente un secondo dopo essere stato eletto.
Il candidato contro messicani, clandestini e musulmani è diventato “il Presidente di tutti”  ed il muro al confine col Messico è già diventata una staccionata. Il tutto in pochissime ore
Ora…Niente di nuovo sotto il sole eh. Anche le merendine della Mulino Bianco rappresentate sulla confezione hanno un chilo e mezzo di marmellata di albicocche e poi quando le apri è tanto se ne senti il gusto.
E non c’è nemmeno nulla di nuovo se tra il dire (qualche promessa elettorale) ed il fare (la concreta realizzazione) ci sia di mezzo il mare. Il problema è che qui siamo proprio a il “tra il dire ed il dire”.

Insegnamento numero 1: chi promette espulsioni, muri, epurazioni e quant’altro, è conscio di promettere qualcosa che una volta eletto sa di non poter realizzare, se non in minima parte come contentino per il suo elettorato.

2) colui che era definito il candidato anti-establishment, anti-poteri forti e anti-tutto, ha già promesso di voler modificare il Dodd Frank Act che ai più dirà poco, ma è una riforma voluta da Obama per cerca di evitare altre bolle finanziarie come quella della recente crisi.
In particolare “ha il compito di proteggere i consumatori tramite il monitoraggio e la regolazione dei settori delle carte di credito, di debito e dei mutui immobiliari […] e quello di evitare l’accumulo di un eccesso di rischio da parte dei contribuenti americani. Ha anche istituito il Financial Stability Oversight Council che ha lo scopo specifico di identificare eventuali rischi sistemici presenti nel sistema finanziario a […] Si propone di evitare che le banche commerciali utilizzino i depositi dei propri clienti per fare trading sui mercati finanziari compiendo operazioni rischiose.”

Toglierlo è un gran bel regalo per le banche d’affari.

Per non parlare poi della volontà di voler uscire dagli accordi internazionali sul clima, visto che il “global warming è stato creato da e per i cinesi, con l’obiettivo di render la manifattura statunitense poco competitiva“.
Trump sta considerando di nominare il consulente politico Myron Ebell a capo dell’EPA, l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente. Ebell è stato definito il «portavoce dell’industria del petrolio».

Insegnamento numero 2: prima di definire qualcuno anti-establishment, anti-poteri forti, anti-tutto, solo perchè non ha precedenti esperienze politiche, è forse meglio valutare le sue potenziali intenzioni una volta al Governo.

3) Trump ha rinunciato al suo emolumento da Presidente, o meglio, percepirà solo 1$.
Grazie Donald perchè ci fai capire che la storia del taglio degli stipendi ai politici innanzitutto non implica automaticamente che tu sia un onestissimo e bravissimo politico, ma soprattutto implica che a poter partecipare alla Politica possano solo ricchi magnati che possono permettersi di fare una lavoro a tempo pieno gratuitamente o per pochi spicci.

Insegnamento numero 3: prima di condividere allegramente su Facebook l’articolo 50 dello Statuto Albertino (foto), ricordiamoci che un Politico dovrebbe essere un dirigente della più grossa e complessa azienda chiamata Nazione e che se non lo si paga adeguatamente si abbassa ulteriormente la qualità della casta, permettendo solo alle elitè di intraprendere una carriera politica.

statutoalbertino

4) le nomine di Donald Trump sono un chiaro monito di cosa voglia dire essere Conservatore negli USA.

  • Giudice Corte Suprema –> vista la dipartita del Giudice Antonin Scalia, il nuova Presidente dovrà trovare un sostituto. Il nome non è ancora certo, ma è già stato definito che sarà una figura contro l’aborto e a favore della libera vendita delle armi;
  • Myron Ebell a capo dell’EPA –> il portavoce dell’industria del petrolio di cui parlavamo sopra;
  • Steve Bannon come consigliere strategico –> personaggio controverso a capo del sito anti-semita, razzista ed assolutamente estremista breitbar.com .
  • Reince Priebus come “chief of staff” –>  Priebus è il Presidente del Partito Repubblicano e lo “chief of staff” è il vero braccio destro del Presidente. Niente di scandaloso in questa scelta, se non la conferma che il cosiddetto establishment è assolutamente ben presente nel organigramma di Trump (vedi punto 2).

Insegnamento numero 4: se la tua candidata Democratica -che si trova a sfidare uno tutto fuorchè moderato ( basta leggere sopra) o lontano dai poteri forti- riesce a passare come quella amica dell’establishment, lontana dalle fasce più deboli della popolazione e distaccata dai problemi reali della gente, risulta abbastanza chiaro che non sia stata esattamente la candidata democratica ideale.

5) la campagna elettorale di Trump è stata, visti i risultati, impeccabile.
Toni, presenza, grafiche, jingle musicali, slogan ( il “Make America Great Again” è comunicativamente una bomba).

E se sulla presenza ci si sta lavorando, sulle grafiche c’è un nostro compaesano che si è già dato da fare.

Insegnamento numero 5: impara l’arte e mettila da parte.

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Si scherza eh, ma non troppo.

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Mi sono laureato in Economia indirizzo business management, con master in web marketing. Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "consulente aziendale" anche se è troppo altisonante come nome. Nel concreto parlo con le aziende e cerco di presentargli le persone che potrebbero migliorare la loro situazione.