Briatore

Lo strano rapporto di Flavio ed il lavoro

Flavio Briatore, intervistato da Bianca Berlinguer a Cartabianca, ha criticato più o MENO giustamente il sistema scolastico/lavorativo italiano. Ecco un paio di estratti che meritano un’analisi:

 
“E’ un fatto di mercato, c’è una saturazione di laureati e sappiamo che chi si laurea arriva a 30-35 anni dovendo iniziare a lavorare”
L’Italia in realtà è il Paese, tra i 34 più industrializzati al mondo, con il minore tasso di laureati, ben al di sotto della media OCSE ed UE ( Fonte). Non esiste quindi nessuna saturazione.
Inoltre non è chiaro che idea abbia Briatore delle università italiane, ma tolta medicina e qualche caso di studente non particolarmente giudizioso, nel mercato dei lavoro puoi tranquillamente entrarci tra i 25 ed i 27 anni senza dover per forza essere un futuro premio Nobel.
 
“A 18 o 19 anni qualcuno può cominciare a lavorare, fare una start-up”
Provate a rivedere voi ed i vostri compagni appena usciti dalla maturità e chiedetevi quanti di voi sarebbe stati in grado di trovare un’idea di business, renderla economicamente sostenibile, trovare un commercialista, chiedere un finanziamento in banca, trovare eventuali soci, valutare perfettamente ComeDoveQuando investire le esigue risorse iniziali ed essere in grado di stare dietro a tutta la simpatica burocrazia italiana (e stiamo parlando del lavoro da fare solo nei primi 2-3 mesi iniziali eh…). Ecco. Quanti?
Se a ciò aggiungiamo che già di per sè il tasso di mortalità delle start up è abbastanza alto, pare chiaro che quella di Briatore sia più che altro una sparata.

Tralasciando poi la dichiarazione “io non so come uno possa vivere con 1300 euro al mese” che si commenta da sè, al buon Flavio potrebbe essere utile ricordare un particolare aneddoto economico: la bolla immobiliare spagnola.

Tra ’98 e 2007 in Spagna vennero costruite quasi 500.000 abitazioni, il doppio rispetto lo stesso arco temporale precedente.
I salari del mondo immobiliare crebbero di quasi la metà vista l’alta domanda in quel settore.

L’effetto fu che molti studenti abbandonarono gli studi, attirati da stipendi che mai si sarebbero aspettati.

La bolla, come tutte le bolle, ad un certo punto scoppiò e la Spagna si ritrovò con tante case invendute, salari drogatamente alti e soprattutto con una grossissima fetta di lavoratori del settore immobiliare disoccupati e non scolarizzati, causa abbandono citato precedentemente.

Gli effetti della bolla furono di conseguenza particolarmente devastanti per l’economia spagnola.

I casi quindi sono due: o c’è una gara tra Briatore ed il Ministro Poletti per dire cose politically incorrect sul lavoro giovanile italiano dove una mezza verità è subissata da una marea di imprecisioni e toni da grigliata, oppure il buon Flavio non è il grande esperto di economia che ci vuol far credere.

In ogni caso meglio vivere dignitosamente con 1300€ al mese, che con una condanna penale sulla testa per reati fiscali legati al noleggio dello yacht.

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Mi sono laureato in Economia indirizzo business management, con master in web marketing. Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "consulente aziendale" anche se è troppo altisonante come nome. Nel concreto parlo con le aziende e cerco di presentargli le persone che potrebbero migliorare la loro situazione.