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Ho due papà

Partiamo dalle cose più facili. Affermare che non si è favorevoli alle coppie omosessuali poichè si crede nella famiglia tradizionale e nei diritti di questa, ha lo stesso acume di affermare che cerco di respirare di meno, poichè ho paura di rubare aria al mio amico.
Dare dei diritti ad una persona non ne toglie ad un’altra, a meno che,ovviamente, i maggiori diritti che una persona acquisisce, siano dannosi per il prossimo. Credo però che nessuno sia in grado di poter asserire che permettendo l’unione ad un Andrea e ad un Marco, si infliggano dei danni ai coniugi Maria e Costanzo.

In Italia, ora come ora, la situazione è poco chiara (non l’avreste MAI detto eh?) poichè c’è una sorta di vuoto legistativo a riguardo. O meglio, nessun Comune può sposare due persone dello stesso sesso, ma il Sindaco può trascrivere un eventuale matrimonio omosessuale avvenuto all’estero, purchè nello Stato in cui è avvenuto fosse legale e purchè, tale unione, non sia contro l’ordine pubblico in Italia.
Se Marco e Andrea si sposano quindi nei Paesi Bassi, tornano in Italia e chiedono al proprio Sindaco di trascrivere la loro unione, il Sindaco dovrebbe poterlo liberamente fare, a meno che l’unione sia contro l’ordine pubblico (poniamo come esempio che nei Paesi Bassi ci si possa sposare a 3 anni e che Marco e Andrea ne abbiano compiuti 4. In questo caso non si potrebbe trascrivere poichè il matrimonio di minori non è legale in Italia tolte rare eccezioni).

Fin qui, a meno che non siate delle argute sentinelle in piedi, la parte dovrebbe essere stata facile. Nel caso siate delle sentinelle in piedi invece, non mi resta che mandarvi un abbraccio di compassione.

(in blu gli Stati in cui il matrimonio omosessuale è legale)
World_laws_pertaining_to_homosexual_relationships_and_expression.svg

Saliamo ancora di uno step ed arriviamo alla possibilità di far adottare un bambino a Marco ed Andrea.

Partiamo dalla critica dell’italiano medio-basso. L’italiano infimo, quello che in base ad un darwinismo tutto suo dice “oh ma sei poi mi cresce anche il figlio checca?”, non lo prendo nemmeno in considerazione. Torniamo quindi a quello medio-basso che sentenzia: “cioè..sai quanto verrebbero presi per i fondelli a scuola?”,”oh ma scherzi? La società non è mica pronta a robe di questo tipo!”
Noterete come il problema non sia l’adozione da parte di omosessuali in sè, ma tutto ciò che ci sta attorno: bambini mal educati (nel senso stretto del termine), poca apertura mentale, poca predisposizione al cambiamento e se vogliamo anche ignoranza.
Il tutto sarebbe ampiamente migliorabile da un innalzamento culturale generale che temo, in Italia, non possa avvenire in tempi brevi. Sarebbe quindi molto più efficace, credo, che Maria e Costanzo provassero con i proprio occhi che il figlio adottato da Marco ed Andrea, Louis, cresca sano e forte nonostante la presenza di due organi genitali maschili in famiglia.
Uno statunitense bianco degli anni ’50-60′ si è dovuto trovare un negro seduto vicino in autbus per comprendere che avrebbe comunque raggiunto la propria fermata senza tragedie. La prova empirica, nero seduto accanto al bianco, è perciò arrivata ben prima dello sviluppo culturale che permettesse a tutti i bianchi di accettare i neri nei luoghi pubblici.

Proseguiamo con la critica dell’italiano medio che dice: “si, ma chi mi dice che Marco e Andrea siano due tipi a posto?”
Non so se avete presente la trafila burocratica che una coppia uomo-donna deva passare per poter adottare un bambino. Vi riassumo, prendendole dal sito del Ministero della Giustizia, solo le principali fasi (non siete obbligati a leggere punto per punto, ma solo a rendervi conto della mole di controlli presenti):
1) I requisiti per presentare la domanda
[..]  coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni o convissuto in modo stabile e continuativo  [..]
L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando [..]
2)La domanda di disponibilità all’adozione
Da presentare al tribunale per i minorenni [..]
Come presentare la domanda di disponibilità all’adozione
[..] Si suggerisce la presentazione dei seguenti documenti a corredo della domanda: certificato di nascita dei richiedenti, stato di famiglia, dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei richiedenti, resa nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto notorio, certificato rilasciato dal medico curante, certificati economici: mod.101 o mod. 740 oppure busta paga, certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti, atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva con l’attestazione che tra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.
Accertamenti sulla capacità della coppia
Il tribunale per i minorenni dispone l’esecuzione di indagini volte ad accertare la capacità di educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare dei richiedenti, i motivi della domanda. [..]

Ora..basta leggere solo l’ultimo punto per comprendere che l’adozione non è fortunatamente affidata al primo che capita.  Marco e Andrea dovrebbero subire la stessa identica prassi con presentazione di tutta la documentazione necessaria, controllo del tribunale dei minori con accurate indagini e collaborazione costante con i servizi sociali pre e post adozione.

Se Marco e Andrea non fossere due tipi a posto, cosa possibile esattamente come per Maria e Costanzo, verrebbero bloccati ben prima che Louis lasci la sua famiglia biologica per trasferirsi da loro.

Andiamo avanti con la critica dell’italiano intelligente che dice: “non mi pronuncio a riguardo fino a che non trovo pareri di esperti, che mi dicano che non sia assolutamente dannoso per la psiche di un bambino, avere genitori dello stesso sesso”
Uno studio dell’università di Melbourne (qui) condotto su 500 bambini adottati da coppie omosessuali, asserisce che tali bambini godono di una miglior salute, di un maggior benessere ed addirittura vivono in una maggior coesione famigliare rispetto alla media nazionale. Il risultato sarebbe probabilmente meno netto se la stessa ricerca fosse fatta in uno stato meno aperto dell’Australia, ok, ma basta fare una veloce ricerca su Wikipedia per comprendere che l’Università di Melbourne non è una voce fuori dal coro:
“Gli studi sui quali si basano le posizioni ufficiali dell’American Psychological AssociationAmerican Psychiatric AssociationAmerican Academy of PediatricsAustralian Psychological Society e Australian Medical Association e altre associazioni di professionisti che operano nel campo della salute mentale hanno evidenziato che non sussistono differenze negli effetti della omogenitorialità rispetto alla genitorialità eterosessuale sul benessere mentale del bambino

A ciò aggiungo una riflessione personale. Le adozioni arrivano principalmente da questi Paesi: Etiopia, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Mali, Marocco, Nigeria, Sudafrica e Uganda.
Prendiamo come esempio il Burkina Faso che ha un tasso di alfabetizzazione del 21,8% (qui) ed è ultimo al mondo, il tasso di bambini sottopeso è del 37,4% (qui), il PIL procapite è di 1300$ annuali (ossia poco più di 100$ al mese e la situazione nelle zone rurali è comprensibilmente molto peggiore), la speranza di vita è di 54,01 anni (qui) ed il tasso di mortalità infantile è di circa 80 su 1000 (qui).
Secondo voi, a Louis, che nasce in una villaggio del Burkina Faso o dell’Uganda, perde uno o due genitori in conflitti civili o per malattia, ha la stessa speranza di vivere una vita dignitosa di quanto ne abbia una foca di sopravvivere in una vasca di squali e che probabilmente non imparerà nemmeno a leggere o scrivere, ecco, a Louis, interessa che Marco e Andrea non siano la classica coppia uomo o donna, oppure ringrazia il cielo di trovare un tetto, l’amore di due persone, la possibilità di vivere una vita dignitosa e di ricevere un’istruzione in un Paese sviluppato?
Io la risposta me la sono data.

P.s. nella foto copertina siamo io ed il mio migliore amico. Non siamo omosessuali, ma saremmo entrambi felici se Marco e Andrea potessero adottare Louis e se questo potesse realizzarsi senza dover subire stupide accusa da parte di una società un po’ bigotta.

@LucaMurta

 

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Mi sono laureato in Economia indirizzo business management, con master in web marketing. Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "consulente aziendale" anche se è troppo altisonante come nome. Nel concreto parlo con le aziende e cerco di presentargli le persone che potrebbero migliorare la loro situazione.