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Polemiche mondiali

E’ vero. Nessuno mi obbliga a guardare un partita di calcio, infatti a meno che sia una grande finale o una partita della Nazionale, non la guardo.
L’Italia però ai mondiali non si può non guardare. E’ quasi un dovere morale.

Ecco partiamo da qui, dalla morale. Quella che ormai ai calciatori manca totalmente. E’ inutile girarci attorno.
In una partita dei Mondiali, ossia la maggior competizione esistente (in cui oltre a tutta i tuoi connazionali ti stanno guardando qualche milioncino di altre persone sparse per il mondo) ci sono più azioni di cose che con lo sport c’entrano nulla rispetto a belle azioni di calcio. Di cosa parlo?
E’ appena finita Italia-Uruguay e a memoria mi ricordo Chiellini, Darmian, Marchisio, Verratti, Immobile, Balotelli, Godin, Rodriguez, Pereira, Suarez e Cavani stare per 20-30 secondi a terra con bocca spalancata, intenta a gridare al mondo un dolore incredibile per poi accorgersi, con un umile replay, che in realtà il giocatore dolorante sta fingendo come una checca isterica.
Anche perchè, diciamocelo, se stai URLANDO di dolore ci metti un bel po’ prima di tornare a correre e giocare come prima.

Come dimenticare poi i bei momenti regalati da Cavani che, dopo un fallo non fischiato, si prende il pallone in mano e diretto contro l’arbitro inizia ad imprecare a squarciagola senza badare troppo alla diplomazia?
E l’arbitro? Girato dall’altra parte perchè “con quelle cose è meglio far finta di niente..Non puoi mica condizionare una partita per una protesta qualunque, no?”. Questo è il ragionamento medio che in realtà ha influenzato seriamente la classe arbitrale.

Potrei continuare con la scenata Suarez-Chiellini che hanno fatto a gara a chi fingesse di più dopo aver già finto, pochi secondi prima, di essersi fatti qualcosa a vicenda. Non continuo però, perchè in realtà la cosa che trovo più grave, non è ciò che fanno i calciatori,  ma che ormai riteniamo assolutamente ordinarie queste sceneggiate.
E’ normale che i cambi vengano fatti camminando dall’80esimo in poi se sei in vantaggio, è normale avere i crampi a comando per guadagnare qualche minuto, è normale sbraitare contro l’arbitro perchè tanto sai che ha una soglia di pazienza alta, troppo alta, è normale subire un “falletto tattico” perchè la squadra deve salire e quindi è meglio giocare da palla ferma, è normale trasformare un contatto di gioco in una sceneggiata epica.
E’ diventato tutto normale purtroppo, perchè se ci desse veramente fastidio passeremmo le giornate a deridere i giocatori per questa sceneggiate mentre invece si passano le giornate ad analizzare gli errori arbitrali. Quante volte oggi avete sentito i telecronisti dire, dopo una moviola “se pensasse a giocare invece che fare sta sceneggiata, forse non lascerebbe i suoi compagni in 10”? Quante volte? Zero. Perchè ormai l’elenco che ho scritto poco fa, fa parte del gioco.
Non è scandaloso?

P.s. ovviamente Prandelli e Chiellini nell’intervista subito dopo la partita hanno parlato di…arbitri!

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Luca Murta G. Cardoso
luca.murta@gmail.com

Mi sono laureato in Economia indirizzo business management, con master in web marketing. Gioco a basket e sono appassionato di fotografia, viaggi e politica. Per sopravvivere, faccio quello che viene definito come "consulente aziendale" anche se è troppo altisonante come nome. Nel concreto parlo con le aziende e cerco di presentargli le persone che potrebbero migliorare la loro situazione.