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C’era una volta il Primo maggio

Articolo a firma di Paolo Tex Tessarin

Il mio Primo Maggio si svolge da vent’anni seguendo sempre lo stesso rituale: arrivo in piazza molto presto con l’obiettivo di vivere la giornata passando qualche minuto dietro ogni striscione, senza distinzioni di sorta,

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Murazzi: salviamo(ci da) gli zombie

Articolo a firma di Paolo Tex Tessarin

Domenica 23 marzo 2014 è la domenica in cui i trentenni di Torino con la barba ed i capelli lunghi ma non
troppo si ritrovano nel centro della città per comunicare all’Amministrazione Comunale che i Murazzi,
storica distesa di locali sull’ameno Lungo Po sabaudo, devono riaprire e tornare a vivere “come luogo di libertà e cultura giovanile”. Tutto molto bello, tranne il fatto che

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I-crisis

Articolo a firma di Paolo Tex Tessarin

Dicembre è tradizionalmente mese di bilanci economici, di analisi di dati micro e macro, di famiglie ed aziende che tirano le somme e mass media che improvvisano teorie economiche da dare in pasto ai cittadini come noccioline. Tutto questo assume ancora più rilevanza in tempi di crisi e gli acquisti natalizi diventano la più facile cartina di tornasole di come gli italiani vivano e percepiscano la propria condizione economica. Il dato generale indica una flessione nei consumi attestata intorno all’8% rispetto all’anno precedente: in realtà la singola cifra di per sé può dire poco, dato che la percentuale andrebbe disaggregata per area geografica, per settore merceologico di consumo e chiaramente per categoria sociale. Preferisco però andare ad analizzare la “percezione della ricchezza” che gli italiani oggi hanno, più che la ricchezza espressa dai nudi indicatori economici, e voglio provare a farlo attraverso un paio di esperienze personali dirette.

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6 domande ad un forcone intelligente

Articolo a firma di Paolo Tex Tessarin

Ad una settimana di distanza dalle manifestazioni che hanno messo a ferro e fuoco la nostra città, Torino, ed il giorno dopo l “epilogo triste” della famigerata marcia su Roma trasformatasi agli occhi dell’opinione pubblica in una delle tante manifestazioni di insofferenza che popolano la Capitale, ho ritenuto doveroso andare ad indagare meglio quale fosse la composizione sociale del movimento, quali fossero le categorie sociali che ne facessero parte. Quelle stesse Categorie Sociali che la Sinistra, istituzionale e non, ha abbandonato e con le quali non è più capace di confrontarsi, forse a causa di una gravissima incapacità di lettura sociologica dello status quo.

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